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Bufera sull’intelligenza artificiale: Wall Street crolla. Ecco cosa cambia per i tuoi risparmi

Meridiano24 ·

Giovedì 5 novembre il crollo di Wall Street legato all’intelligenza artificiale ha fatto il giro del mondo: il Nasdaq, la Borsa americana delle aziende tecnologiche, ha perso il 5,5% in un solo giorno. Nella stessa settimana, però, il petrolio è sceso sotto i 100 dollari e lo spread italiano è calato. Intanto i prezzi pagati dalle fabbriche continuano a salire. Sembra un rebus: proviamo a scioglierlo, un pezzo alla volta.

Cosa è successo a Wall Street giovedì 5 novembre?

Il Nasdaq è l’indice che raccoglie le grandi aziende tecnologiche americane: un indice di Borsa è come una pagella media di tante aziende insieme. Giovedì ha chiuso a -5,52%, la giornata peggiore dall’aprile 2025. L’S&P 500, che riunisce le 500 maggiori società USA, ha perso il 4,36%; il Dow Jones il 3,44%.

A pesare di più è stata Nvidia, l’azienda simbolo dei chip per l’intelligenza artificiale: -9,26% in un giorno. L’indice dei semiconduttori è sceso di oltre il 12%. Con questo calo il Nasdaq è entrato in correzione: ha chiuso almeno il 10% sotto il suo record del 6 ottobre.

Venerdì l’onda è arrivata in Asia: Tokyo ha perso quasi il 6%, Seul circa il 6%. Le Borse europee hanno aperto in calo, mentre nel pomeriggio Wall Street ha provato a recuperare.

Perché le elezioni americane c’entrano con l’intelligenza artificiale?

Alle elezioni di metà mandato del 3 novembre i Democratici hanno conquistato la maggioranza alla Camera e hanno strappato seggi ai Repubblicani al Senato. Ne abbiamo parlato qui: Trump perde il Congresso, cosa cambia per i mercati.

Il legame con l’intelligenza artificiale passa dai data center: enormi capannoni pieni di computer che fanno funzionare l’IA e consumano tantissima elettricità. Negli Stati Uniti le bollette della luce sono salite e i data center sono diventati un tema politico: alcuni Democratici chiedono limiti o pause ai nuovi progetti. Gli investitori temono quindi che costruirli diventi più lento e più caro, e hanno venduto le azioni delle aziende che su questi investimenti contano di più.

E in Italia? Spread in calo e petrolio sotto i 100 dollari

Non tutte le notizie della settimana sono negative. Lo spread BTP-Bund, cioè la differenza tra gli interessi che paga l’Italia e quelli che paga la Germania sui titoli di Stato, venerdì ha chiuso a 107,4 punti, contro i 116,8 del 30 ottobre. Il BTP a dieci anni rende il 4,32%. Più lo spread è basso, meno interessi paga il Paese sul suo debito.

Anche il petrolio è sceso. Il Brent, il prezzo di riferimento in Europa, mercoledì 4 novembre ha perso l’8,67% e ha chiuso a 94,62 dollari al barile (un barile sono circa 159 litri), il livello più basso dalla fine di agosto. Venerdì mattina era intorno ai 97 dollari. Pesano le speranze di un accordo con l’Iran, con la mediazione del Qatar, anche se gli attacchi alle petroliere nel Golfo non sono finiti. Il gas europeo è sceso sotto i 90 euro al megawattora, l’unità con cui si misura l’energia. Per capire il legame tra energia e bollette puoi rileggere perché gas e petrolio fanno salire bollette e mutui.

Perché i prezzi delle fabbriche fanno salire la spesa?

C’è però un dato che pesa sul carrello. Secondo Eurostat, l’ufficio statistico europeo, a settembre i prezzi alla produzione nell’area euro sono saliti dell’11,1% in un anno. Sono i prezzi che le fabbriche pagano e incassano prima che i prodotti arrivino nei negozi. L’energia è salita del 30,8%; senza l’energia l’aumento è solo del 3,5%. In Italia la crescita è del 17,4%.

Questi rincari di solito arrivano ai consumatori con qualche mese di ritardo. È lo stesso meccanismo che ha spinto l’inflazione italiana al 5,4% a ottobre, di cui abbiamo parlato in inflazione al 5,4%, BCE e mutuo.

Cosa cambia per te, in concreto?

  • Risparmi. Se hai un fondo pensione, un ETF o un piano di accumulo, una parte è spesso investita in aziende americane. Nei prossimi giorni il valore può oscillare. Ricorda: un calo diventa una perdita solo se vendi.
  • Mutuo. Lo spread più basso è un buon segnale, ma non cambia la rata da un giorno all’altro.
  • Pieno di benzina. Con il petrolio sotto i 100 dollari i carburanti potrebbero scendere di qualche centesimo. Su un pieno da 50 litri, 5 centesimi in meno al litro valgono 2,5 euro.
  • Spesa e bollette. Pane, pasta, detersivi e trasporti potrebbero rincarare nei prossimi mesi, perché le aziende pagano ancora molto l’energia.

Gli scenari da seguire

Nelle prossime settimane conviene guardare tre cose: se il nuovo Congresso americano proporrà davvero regole sui data center; come andranno le trattative con l’Iran, che decidono il prezzo di petrolio e gas; e la riunione della BCE di dicembre, che dovrà fare i conti con prezzi alla produzione così alti.

La presentazione della settimana

Le parole della settimana – Nasdaq: la Borsa americana dove sono quotate molte aziende tecnologiche; il suo indice è la loro pagella media. – Correzione: un calo di oltre il 10% dal massimo recente. È meno grave di un crollo prolungato. – Data center: grandi capannoni pieni di computer che fanno funzionare l’intelligenza artificiale e consumano molta elettricità. – Prezzi alla produzione: i prezzi a cui le fabbriche comprano e vendono, prima che i prodotti arrivino nei negozi.

Contenuto informativo, non costituisce consulenza finanziaria.

Fonti

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