Alle elezioni di metà mandato del 3 novembre i Democratici conquistano sia la Camera sia il Senato. Per Donald Trump è una sconfitta netta: resta alla Casa Bianca, ma per i prossimi due anni dovrà governare con un Congresso guidato dall’opposizione.
Cosa cambia a Washington
Trump mantiene il diritto di veto: per superarlo servono i due terzi dei voti in entrambe le Camere, una soglia difficile da raggiungere. Da gennaio, però, leggi, bilancio e nomine di giudici e membri dell’amministrazione dovranno passare da un Congresso a maggioranza democratica. Le commissioni parlamentari potranno inoltre convocare testimoni e aprire indagini sull’operato della Casa Bianca.
La reazione dei mercati
Wall Street ha accolto il risultato con un rialzo: secondo Reuters, nella seduta del 4 novembre il Dow Jones ha guadagnato oltre il 2%, mentre dollaro e rendimenti dei titoli di Stato sono scesi. Gli investitori scommettono su meno cambi improvvisi nella politica economica. In calo invece i titoli della difesa e quelli legati ai data center, per i timori di regole più severe sull’intelligenza artificiale.
Le conseguenze geopolitiche
Con l’agenda interna frenata, secondo gli analisti dell’ISPI Trump potrebbe spostare l’attenzione sulla politica estera: dazi commerciali, la crisi con l’Iran, i rapporti con l’Europa e la Cina. Temi che toccano da vicino anche l’Italia, dai prezzi dell’energia alle esportazioni.
Fonti: Reuters, ISPI, New York Times, CNN. I dati elettorali sono ancora provvisori. Contenuto informativo, non costituisce consulenza finanziaria.



