· Economia · Finanza · Geopolitica

Ultime
, , ,

Perché i prezzi in Italia sono saliti del 5,4%? Inflazione, BCE e mutuo spiegati semplice

Meridiano24 ·

L’inflazione al 5,4% è il numero della settimana: a ottobre i prezzi in Italia sono saliti più di quanto ci si aspettasse, mentre la BCE ha deciso di lasciare i tassi fermi e il petrolio è tornato vicino ai massimi dell’anno. Che cosa significa tutto questo per il tuo mutuo, per le bollette e per la spesa? Proviamo a capirlo insieme.

Perché l’inflazione in Italia è salita al 5,4%?

L’inflazione è l’aumento medio dei prezzi di ciò che compriamo, confrontato con un anno prima. Venerdì 30 ottobre l’Istat, l’istituto nazionale di statistica, ha pubblicato la sua prima stima: a ottobre l’inflazione è salita al 5,4%, dal 4,2% di settembre. È il livello più alto dall’agosto del 2023.

In parole semplici: una spesa che un anno fa costava 100 euro oggi ne costa, in media, circa 105,40.

Il motore di questo aumento è l’energia. I prodotti energetici costano il 31,4% in più rispetto a un anno fa; quelli con prezzi “regolamentati”, cioè le tariffe fissate per chi è ancora nel servizio di tutela, salgono addirittura del 59,5%. Quando luce, gas e carburanti diventano più cari, l’aumento si trasferisce piano piano su tutto il resto: trasportare le merci costa di più, produrre il pane costa di più, scaldare un negozio costa di più.

Ecco perché è salito anche il carrello della spesa, cioè l’insieme dei prodotti che compriamo più spesso: +2,5% in un anno (era +1,5% a settembre). Gli alimentari non lavorati, come frutta e verdura fresca, segnano +7,5%.

Nello stesso giorno l’Istat ha detto anche che nel terzo trimestre il PIL, cioè il valore di tutto ciò che l’Italia produce, è rimasto fermo: crescita zero rispetto ai tre mesi precedenti. Prezzi che salgono ed economia che non cresce: è la combinazione che gli economisti guardano con più attenzione.

Perché il petrolio fa salire le bollette?

Il petrolio è stato sulle montagne russe. Lunedì 26 ottobre il Brent, il petrolio di riferimento per l’Europa, è sceso di oltre il 6% grazie ai segnali di dialogo diplomatico con l’Iran. Ma a fine settimana è tornato a salire: venerdì 30 ottobre il contratto di dicembre ha chiuso a 117,64 dollari al barile (un barile sono circa 159 litri), dopo l’attacco a una petroliera vicino allo Stretto di Hormuz e nuovi attacchi degli Houthi contro impianti in Arabia Saudita. In un mese il Brent è salito di circa il 13,6%.

Il legame con le bollette è diretto: petrolio e gas sono le materie prime con cui si producono energia elettrica, riscaldamento e carburanti. Se ne vuoi sapere di più, abbiamo spiegato il meccanismo nell’articolo Perché gas e petrolio fanno salire bollette e mutui?

Che cosa ha deciso la BCE sui tassi?

Giovedì 29 ottobre la BCE, la Banca Centrale Europea che decide quanto costa il denaro nei Paesi che usano l’euro, ha lasciato i tassi invariati, all’unanimità. Il tasso sui depositi, quello di riferimento, resta al 2,50%, dopo il rialzo di settembre. La presidente Christine Lagarde ha detto che l’inflazione nell’area euro, già al 3,8% a settembre, probabilmente salirà ancora per colpa dell’energia.

I mercati, cioè gli investitori che comprano e vendono titoli ogni giorno, danno circa l’80% di probabilità a un nuovo rialzo a dicembre, al 2,75%. È una previsione, non una decisione.

Nella stessa conferenza è emersa un’altra notizia: Lagarde lascerà la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027, in anticipo rispetto alla scadenza del mandato prevista per ottobre 2027.

E la Fed americana?

Il giorno prima, mercoledì 28 ottobre, anche la Fed, la banca centrale degli Stati Uniti, aveva lasciato i tassi fermi tra il 3,75% e il 4%. La decisione è stata presa con 10 voti a favore e 2 contrari: due membri volevano già alzare. Anche qui i mercati si aspettano un rialzo a dicembre. Ti può sembrare lontano, ma non lo è: il petrolio si paga in dollari, e un dollaro forte rende più care le nostre importazioni di energia. Ne avevamo parlato in Petrolio a 110 dollari: l’inflazione torna e la Fed prepara il rialzo.

Cosa cambia per il mio mutuo?

Dipende dal tipo di mutuo:

  • Tasso fisso: la rata non cambia, qualunque cosa decida la BCE.
  • Tasso variabile: la rata segue l’Euribor, il tasso a cui le banche si prestano denaro tra loro, che si muove in base alle attese sulle decisioni della BCE. Anche con i tassi fermi, l’Euribor può muoversi se i mercati si aspettano un rialzo.

Un esempio concreto: su un mutuo di 200.000 euro in 25 anni, un aumento di 0,25 punti del tasso vale circa 26-27 euro in più al mese. È un calcolo indicativo: la cifra precisa dipende dal contratto.

Cosa posso fare nella vita di tutti i giorni?

Nessun allarme, ma un po’ di attenzione in più:

  • Bollette: controlla la tua offerta di luce e gas e confrontala con le altre sul Portale Offerte di ARERA, il sito pubblico dell’autorità per l’energia.
  • Pieno di benzina: i prezzi alla pompa seguono il petrolio con qualche giorno o settimana di ritardo; nelle prossime settimane potrebbero restare alti.

Scenari da seguire

  • 3 novembre: elezioni di metà mandato negli Stati Uniti; i mercati temono nuove tensioni con l’Iran.
  • Inizio novembre: stima dell’inflazione nell’area euro di ottobre (Eurostat).
  • 27 novembre: il giudizio dell’agenzia S&P sui conti della Francia, che può muovere i rendimenti europei.
  • 9 dicembre (Fed) e dicembre (BCE): le riunioni in cui potrebbe arrivare il rialzo dei tassi.

La presentazione della settimana

Le parole della settimana

  • Inflazione: quanto salgono in media i prezzi rispetto a un anno prima. Al 5,4%, ciò che costava 100 euro ora costa circa 105,40.
  • Tasso sui depositi: il tasso di riferimento della BCE; quando sale, prestiti e mutui tendono a costare di più.
  • Euribor: il tasso a cui sono legati i mutui a tasso variabile.
  • Brent: il petrolio di riferimento per l’Europa; il suo prezzo influenza benzina, gasolio e bollette.

Fonti

Contenuto informativo, non costituisce consulenza finanziaria.

Newsletter settimanale · gratuita

Il mondo spiegato semplice, ogni venerdì nella tua email

Una volta a settimana i fatti più importanti di economia, mercati e geopolitica, raccontati con parole chiare: cosa è successo, perché conta e cosa cambia per te. Niente spam, ti cancelli con un clic.