A metà aprile 2026 l’economia italiana si trova stretta tra due forze opposte: uno shock energetico arrivato dal Medio Oriente e una ripresa interna che, pur fragile, non si è ancora fermata.
Il detonatore: il conflitto in Iran
Il 28 febbraio è scoppiato un conflitto militare in Iran, poi esteso ai Paesi vicini. Le infrastrutture energetiche hanno subito danni e il transito nello Stretto di Hormuz, da cui passa circa il 20% delle esportazioni mondiali di petrolio e GNL, è stato fortemente limitato. Il risultato si vede nei prezzi: in Europa il gas naturale è salito di circa l’80% dall’inizio dell’anno.
Sullo sfondo restano i dazi americani. La Corte Suprema USA ha dichiarato illegittimi i dazi reciproci del 2025, ma resta in vigore un dazio temporaneo del 10% fino a luglio: tra dazi e dollaro debole, l’onere effettivo per l’export italiano è stimato intorno al 21%.
Inflazione e BCE: il rialzo torna sul tavolo
L’inflazione dell’area euro è risalita al 2,5% a marzo, mentre quella di fondo è scesa al 2,3%: un segnale che lo shock è soprattutto energetico. La BCE ha lasciato il tasso sui depositi al 2%, ma i mercati iniziano a prezzare un rialzo nei mesi successivi, con una possibile stretta cumulata fino a 75 punti base entro fine anno se i rincari dell’energia si trasferiranno stabilmente sui prezzi al consumo.
Crescita: l’Italia arranca
Il Fondo Monetario, nello scenario base, stima una crescita globale del 3,1%, ma i rischi sono nettamente al ribasso. Per l’Italia l’Ufficio parlamentare di bilancio vede un primo trimestre tra +0,1% e +0,2%: la domanda interna tiene, ma la fiducia delle famiglie è peggiorata per le attese sull’inflazione.
- Debito/PIL 2025: 137,1%
- Deficit/PIL 2026: 2,8%
- Disoccupazione: 5,3% a febbraio, dopo il minimo di gennaio
- Compravendite immobiliari attese 2026: circa 780 mila (+1,8%)
- PNRR: 54% degli obiettivi raggiunti, ma 163 traguardi da centrare entro giugno per la rata finale da 28,4 miliardi
Cosa significa per le famiglie
Bollette e carburanti più cari, mutui variabili esposti a un possibile rialzo dei tassi e un mercato del lavoro che, dopo i record, mostra i primi segnali di frenata. Il bivio è tutto qui: se la crisi energetica rientra, l’Italia può agganciare una crescita modesta ma stabile; se si prolunga, il rischio è una fase di stagnazione con inflazione alta.
Fonti: FMI WEO aprile 2026, UPB, BCE, Banca d’Italia, ISTAT, Nomisma, Italia Domani. I contenuti di Meridiano24 hanno finalità informative e non costituiscono consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento.



